SAN GIOVANNI EUDES

Dal Trattato Il regno di Gesù di san Giovanni Eudes.
II p., n. 4. Op. cit., p. 140.

La fede, primo fondamento della vita cristiana e guardiamo Dio con gli occhi della fede, lo vedremo nella sua verità, così come egli è, quasi fossimo a faccia a faccia. Quaggiù la fede è immersa nel buio e ci fa vedere Dio non già nella chiara visione che in cielo godono i beati, ma in modo oscuro e come attraverso una nube. Ciò nonostante, la fede non abbassa la somma grandezza di Dio alla portata della nostra mente come fa la scienza, ma si apre un varco tra ombre e oscurità, fino a sboccare sull'orizzonte infinito delle bellezze divine.

Così possiamo conoscere Dio com'egli è, vale a dire infinito nell'essere e nelle perfezioni. La fede ci fa conoscere che quanto è in Dio e in Gesù Cristo, Uomo-Dio, è infinitamente grande e ammirabile, infinitamente degno di adorazione e di amore. Sì, Dio è degno che lo adoriamo, lo glorifichiamo e lo amiamo per amore di lui stesso.

La fede ci fa vedere che Dio è assolutamente veridico e fedele nelle sue parole e nelle sue promesse; è pieno di bontà, di tenerezza e di amore verso coloro che lo cercano e onfidano in lui; Dio, però, è durezza, terrore, severità nei confronti di quelli che lo abbandonano, ed è spaventoso cadere nelle mani della sua giustizia. La fede ci dà la conoscenza certissima che la Provvidenza divina guida e governa tutto ciò che avviene nell'universo con sapienza e santità perfette. Grazie alla fede noi siamo sicuri che la Provvidenza divina è degna di essere infinitamente adorata e amata per tutte le sue disposizioni nella giustizia e nella misericordia, in cielo, sulla terra e negli inferi.

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In Italiano
San Giovanni Eudes attraverso i suoi scritti

San Giovanni Eudes, poco o niente conosciuto in Italia, appartiene a quella che Daniel Rops, ha chiamato "il grande secolo delle anime". Egli nacque il 14Novembre 1601 a Ri, piccolo villaggio della Normandia. I suoi genitori, Isacco Eudes e Marta Corbin, angosciati di non aver avuto figli dopo tre anni di matrimonio, si rivolsero alla SS. Vergine e fecero voto che, se fossero stati esauditi, sarebbero andati in pellegrinaggio a una cappella dedicata a Nostra Signora del Soccorso. Essi adempirono fedelmente questo voto, allorché Marta rimase incinta, e fecero al Signore e alla sua Santa Madre l'offerta del bambino che portava in grembo. Due giorni dopo la nascita, fu battezzato nella sua Parrocchia natale dove, scriverà più tardi in un suo memoriale, c'era pochissima istruzione religiosa e dove pochissime persone si comunicavano solo a Pasqua. Malgrado questo ambiente sfavorevole egli cominciò a dodici anni a conoscere Dio, a comunicarsi tutti i mesi, dopo aver fatto una confessione generale.Qualche tempo dopo, prosegue Giovanni Eudes nel suo diario: "Dio mi fece anche la grazia di consacrare a Lui il mio corpo con il voto di castità, di cui sia sempre benedetto".Ricevette le sue prime lezioni di catechismo e di grammatica da un maestro che era prete, il cui esempio e istruzioni gli giovarono moltissimo. Il 9 Ottobre 1615, suo padre lo mandò al "College du Mont" tenuto dai Gesuiti nella città di Caen. L'adolescente vi trovò degli educatori di gran valore umano e spirituale, specialmente "Padre Robin, un direttore virtuoso e molto pio, che ci parlava sovente di Dio con un fervore straordinario, ciò mi aiutò molto per le cose della salvezza".

Sacerdote e missionario

Nel 1619 aver terminato il liceo, Giovanni Eudes intraprese gli studi di filosofia. Il 19 settembre 1620 ricevette a Sèez, la città episcopale della Diocesi dove era nato, la tonsura e gli ordini minori. Egli dunque già pensava al sacerdozio, ma il clero diocesano, spesso piuttosto mediocre, non lo attirava affatto, ma nemmeno intendeva entrare nella vita religiosa. Ben presto fece la conoscenza di un Istituto nuovo: L'oratorio di Gesù, che nel 1622 aprì una casa a Caen. Fondato undici anni prima da Pierre de Berrulle, L'oratorio non era un ordine religioso, ma una Società di preti che vivono in Comunità, che proponeva ai suoi membri di vivere a fondo le esigenze della vita sacerdotale e voleva anche contribuire al rinnovamento spirituale e pastorale del clero. Giovanni Eudes fu sedotto da questo ideale, e il 25 Marzo 1623 fu ammesso all'Oratorio a Parigi. Formato da maestri prestigiosi, tra cui lo stesso Berulle, fu ordinato sacerdote il 20 Dicembre 1625.Per uno stato di affaticamento e di debolezza che gli impediva di lavorare all'esterno, egli passò due anni a riposo, nella preghiera, nella lettura e in altri esercizi spirituali; ciò fu per lui una grazia spirituale per la quale dovrà ringraziare e benedire eternamente la Divina Bontà.Era appena guarito quando apprese che un'epidemia di peste aveva colpito un'intera regione in prossimità del suo villaggio natale. Egli supplicò Berulle che gli permettesse di andarci e vi passò più di due mesi a curare, i malati, a somministrare loro i Sacramenti a rischio della sua vita. Cessata l'epidemia andò a risiedere nella comunità dell'oratorio di Caen dove esercitò il ministero della predicazione, della confessione e della direzione spirituale. Ben presto, nel 1630, questa stessa città fu decimata dalla peste. Giovanni Eudes si recò di nuovo al soccorso dei malati abbandonati. Per non essere causa di contagio, in questo periodo alloggiò in una grossa botte che la Badessa delle Benedettine della Trinità, aveva messo a sua disposizione a fatta sistemare in un prato dell'Abbazia. Quando lasciò questo ricovero precario, nell'Aprile 1631, lo fece per andare a curare i suoi confratelli Oratoriali due dei quali moriranno. Lui stesso cadde gravemente malato, ma si ristabilì rapidamente. Ma un'azione più vasta è riservata al suo cuore ardente: è campo missionario. Col suo zelo e la sua calda parola, apostolo instancabile, riporta splendidi successi e magnifiche conquiste di anime. A Valogne predica alla presenza di 30.000 persone, tutti lo comprendono, "è un prodigio degno degli apostoli" come dice il Vescovo di Lisieux. Anche il Re di Francia Luigi XIV, volle sentire il missionario e nella Cappella del Castello di Versailles, i cortigiano attoniti, videro mettersi in ginocchio per ascoltare il predicatore. In Francia all'inizio del secolo XVII non esisteva alcun seminario. I Giovani che si preparavano allo stato ecclesiastico secolare, frequentavano il corso degli studi all'università o studiavano privatamente alla meglio e si preparavano agli Ordini Sacri con un breve corso di Esercizi Spirituali, ma il peggio era che le guerre civili e l'eresia di Calvino avevano, in genere, tolto al clero lo spirito di obbedienza, di zelo e di sacrificio. Il Padre Eudes, Con S. Vincenzo De Paoli ed altri santi uomini del suo tempo, pensavano di riparare a questo stato di cose, con l'erezione di un seminario almeno in ogni Diocesi. Il Padre Eudes, avendo fatto premura in questo senso, ai suoi Superiori dell'Oratorio ed avendone a più riprese avuto un rifiuto dopo aver per alcuni mesi riflettuto, pregato ed essersi consigliato, decise di lasciare l'Oratorio.

Il Fondatore
Lasciato l'Oratorio, il 25 Marzo 1643 aprì a Caen un seminario dove i candidati al sacerdozio potevano finalmente prepararsi agli Ordini sacri nella preghiera, nello studio ecc.. Sette compagni riunirono a lui. Erano tutti preti che egli aveva incontrato negli anni precedenti, nel corso delle sue missioni e che si erano interessati al suo progetto. Nacque così la congregazione di Gesù e di Maria che più tardi si chiamerà Congregazione degli Eudisti. I primi membri di questa Congregazione facevano innanzitutto per due mesi, in un clima di ritiro spirituale, l'apprendistato della vita in comune, e in seguito si dedicavano ai due compiti che il fondatore aveva loro assegnato: lavorare alla formazione dei giovani che si preparavano al sacerdozio e ai preti che accoglievano nella loro casa; poi dedicarsi al rinnovamento del popolo cristiano con la predicazione delle missioni.Durante la sua permanenza all'Oratorio, nel corso delle sue missioni al popolo, gli avveniva sovente che donne e giovani in difficoltà morali, si rivolgessero a lui per trovare un luogo dove poter consolidare il loro desiderio di una vera vita cristiana. Questo scopo venne coadiuvato da una certa Maddalena Lamy, disposta a accogliere nella sua casa un buon numero di giovani, la più parte abbandonate a se stesse, ma non potendo continuare in cuest'opera perché priva di mezzi, il Padre Eudes nel 1641 riunì a Caen alcune pie donne le quali dedicandosi a Dio si occupavano con zelo et amore delle giovani loro affidate, conducendo con esse vita claustrale. Questi, in brevi furono gli inizi della nuova congregazione di "Nostra Signora di carità del rifugio".In seguito a discordie interne, per mettere definitivamente ordine nella incipiente comunità, il Padre Eudes chiese et ottenere dal monastero della Visitazione, tre religiose di provata virtù per presiedere la piccola comunità e alla sua specifica formazione. A due secoli di distanza, dalla comunità del "rifugio" di Tours, suor Maria Eufrasia Pelletier uscirà per fondare la congregazione del Buon Pastore, conservando S. Giovanni Eudes come padre e protettore.

Spiritualità
Scriveva S. Giovanni Eudes: "Se amiamo i cuore di Gesù e di Maria, amiamo ciò che essi detestano, cioè il peccato, particolarmente quello contro la carità".Pur essendo grande missionario, e fondatore di due congregazioni religiose, S. Giovanni Eudes occupa nella Chiesa un posto particolare per il suo grande amore ai sacri Cuori di Gesù e di Maria.Egli dimostrò di aver trovato nella Sacra Scrittura le basi di questa devozione e definì il suo obiettivo preciso. Compose un ufficio liturgico e una messa adatti alla celebrazione propria delle feste del S. Cuore e il cuore ammirabile di Maria. Con la sua predicazione e i suoi scritti egli estese queste devozioni avvalendosi delle Pie Associazioni e Confraternite che aveva fondato, i cui membri si dedicavano in modo speciale alla pratica e alla diffusione della vera devozione a questi cuori. Giovanni Eudes aveva predicato la devozione al Cuore di Gesù molti anni prima delle aparizioni a Margherita Maria e così preparò la via per la diffusione della devozione in tutta la Chiesa universale. Nel 1675 il Papa Clemente XIII permise la celebrazione della Messa del Sacro Cuore e lo fece per rispondere alle varie richieste dei Vescovi e dei fedeli, inclusi i Gesuiti e le Visitandine. A questo proposito fu usato il testo liturgico composto da S. Giovanni Eudes e che rimase in uso per più di 50 anni

San Giovanni Eudes il Buon Pastore
Uno dei biografi di S. Maria Eufrasia, dichiarò che il patrimonio sulla devozione al cuore di Gesù che la nostra fondatrice ci ha lasciato deve essere ampiamente compreso. Essa non si è limitata ad un solo titolo quando esprime il suo amore e la sua devozione. Come novizia e giovane Suora di Nostra Signora di Carità Tours, essa assorbì la dottrina di S. Giovanni Eudes e la trasmise alle sue intuizioni. Benché, come fondatrice della congregazione del Buon Pastore fosse stata espulsa dagli Eudisti e da Nostra Signora di Carità, nondimeno rimase fedele al patrimonio ricevuto da loro, aggiungendo a questo la sua propria ispirazione: il cuore del Buon Pastore come nostro modello. Il triplice amore ardente, divino umano che Giovanni Eudes aveva scoperto nel Cuore di Gesù, Maria Eufrasia, a sua volta, lo scopri incarnato, personificato nel vangelo del Buon Pastore. Questo stesso amore è la sorgente della vita e dell'attività della nostra Fondatrice. Le numerose fondazioni sparse in tutto il mondo, le lotte e le prove che fu costretta ad affrontare, il Generalato, che era per lei il mezzo per raggiungere tante anime e per attuare i suoi sogni apostolici, erano frutto del suo grande amore di Dio e per i fratelli e il suo desiderio insaziabile che fossero salvati.Questo aspetto personale della devozione al Cuore di Cristo Buon Pastore, è stato condiviso particolarmente da una delle sue figlie, la Beata Maria Droste, una nobildonna della Westfalia, Superiora del Buon Pastore di Oporto in Portogallo. La Beata aveva ricevuto dal Signore una missione: ottenere dal Papa Leone XIII, la consacrazione del genere umano al Sacro Cuore di Gesù, consacrazione che avvenne solennemente in tutto il mondo dopo un triduo di preparazione, l'11 giugno 1899: Suor Maria era morta tre giorni prima, sapendo che la sua missione era stata compiuta. Santa Maria Eufrasia ha vissuto per 72 anni e Maria Droste per sole 36 brevi estate, l'eredità di San Giovanni Eudes, patrimonio prezioso cha da più di 150 anni migliaia di Suore del Buon Pastore, sia apostoliche che contemplative, hanno vissuto e vivono ancora in ogni parte del mondo.